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Festival della cultura molisana a Roma
Tuesday, 17 April 2007 - 12:09

Nei giorni venerdì 1, sabato 2 e domenica 3 giugno 2007 avrà luogo a Roma, in villa Lazzaroni (via Appia Nuova 518) la manifestazione “Made in Molise”, festival della cultura molisana a Roma. L'iniziativa è promossa dall'associazione "Forche Caudine", storico circolo dei molisani a Roma e punto di riferimento per i 43 mila romani d'origine molisana (www.forchecaudine.it), in collaborazione con Pankrea, società di Larino (Cb) specializzata nell’organizzazione di eventi. Numerosi gli organismi coinvolti, con richiesta di patrocinio in atto: Presidenza del Consiglio dei Ministri; Regione Lazio; Regione Molise; Provincia di Roma; Provincia di Campobasso; Provincia di Isernia; Comune di Roma; IX Municipio del Comune di Roma, Camere di commercio, ecc. Con la presente chiediamo una Vostra adesione formale all'evento (elencheremo le associazioni "gemellate" con l'iniziativa) ma anche un contributo in fatto di idee e di sollecitazioni per farlo diventare un grande festival di promozione e di valorizzazione del nostro Molise. BREVE PRESENTAZIONE DELL’EVENTO. “Made in Molise” intende dare vita ad un’originale e articolata “cittadella” in grado di assicurare visibilità a patrimoni culturali e produttivi appartenenti a quei territori della cosiddetta “Italia minore” e, attraverso gemellaggi, anche a realtà che emergono grazie alla costante azione del terzo settore. Saranno pertanto raccolti un centinaio di espositori molisani e laziali (e non solo), sia sul fronte istituzionale e culturale sia su quello economico-commerciale, creando un’occasione per promuovere anche attività culturali collaterali attraverso incontri, mostre, rassegne musicali e artistiche, ecc. Il tutto animato da gemellaggi, confronti e interscambi di esperienze e di progettualità. “Made in Molise” mira quindi a costruire un appuntamento pressoché unico nel suo genere. Sia perché non esistono analoghe esperienze di valorizzazione delle radici o del “sommerso” e, nello specifico, di promozione del territorio molisano nella Capitale. FINALITA’ E OBIETTIVI 1) Realizzare a Roma il più importante festival che racconti la cultura molisana sotto un’ottica nuova di avvicinamento e di contaminazione con culture diverse. Se Roma è per antonomasia “città aperta”, crocevia di saperi, sedimentazione di istanze culturali, è allora congenita e funzionale la presenza di “marginalità” che, incontrando il “centro”, lo sappiano “ridefinire” dando vita a nuovi percorsi culturali, politici ed economici, talvolta persino negati dal modello esplicito che la società dei tanti “centri” ufficialmente afferma. Pertanto il primario intento è la celebrazione del Molise quale luogo “sconosciuto”, persino “marginale”, fortemente “differente” dall’identità “metropolitana” della Capitale e come tale patrimonio di “diversità” e di “tipicità” in grado di accendere molteplici interessi. In tal senso, il Molise che vogliamo offrire alla platea capitolina - in cui sono presenti le tante migrazioni nazionali (molisani compresi) e internazionali - è quello capace di rispondere adeguatamente a questa esigenza di “incontro con la diversità”, di attrazione per patrimoni - anche umani - inesplorati, sottratti all’appiattimento, all’omologazione. Vogliamo offrire spicchi di questo inusitato territorio meridionale dalle potenzialità (e dalle conoscenze) inespresse, dai bacini culturali inviolati, in grado di offrire quella “geografia affettiva”, per dirla con Antida Gazzola, che – rifuggendo da tentazioni veterolocaliste – rappresenti l’essenza più vera nella costruzione dell’identità, dell’inconscio, delle interazioni, della socializzazione. La mediazione tra culture differenti, la negoziazioni tra sistemi che sostengono interessi persino opposti è il passaggio obbligato per allargare gli orizzonti della conoscenza, per incoraggiare il dialogo tra le differenze sostituendo il confronto e l’interesse ai pregiudizi. 2) Rafforzare e sviluppare il sodalizio tra Roma, Lazio e Molise nelle sue articolate espressioni, grazie anche all’operato dei numerosi Romani di origine molisana. La comunità molisana di Roma - forte di 43.500 presenze (dato “ufficializzato” in un qualificato studio sulla presenza molisana a Roma, firmato da Augusto Ruberto, dirigente Isfol) - presenta interessanti elementi di natura sociale e professionale (il monopolio di alcuni “mestieri”– profumieri, tassisti, sarti, garagisti - attraverso articolati e impervi percorsi di crescita lavorativa incentrata anche sulla solidarietà familiare e di comune appartenenza geografica), antropologica (la salvaguardia di valori tradizionali appartenenti al territorio di origine), sociologica (ad esempio nella costruzione sociale dello spazio attraverso l’ubicazione di intere collettività “comunali” di partenza in specifiche aree periferiche della Capitale). In tale “microcosmo” l’evento intende interrogarsi sulle radici e sulle modalità dei fenomeni migratori, con particolare attenzione al senso d’appartenenza e alle dinamiche d’inserimento sociale, e sulle peculiarità degli attuali passaggi generazionali. 3) Coinvolgere le diverse forze politiche, economiche, sociali e culturali di Lazio e Molise in una kermesse che sappia condividere temi comuni, ad iniziare da storie umane e da tracciati lavorativi. “Made in Molise”, con consapevolezza, vuole offrire soprattutto “tipicità”, dando segnali di discontinuità rispetto ai processi “globali” in atto. Vuole farlo: - valorizzando la cultura - anche produttiva - più autentica, quella tesa a migliorare il bene comune attraverso iniziative che tengano conto della sostenibilità ambientale, della solidarietà e del rispetto della dignità umana (l’evento avrà particolare attenzione per il terzo settore e per il comparto della ricerca scientifica); - ridefinendo ruoli capaci di contemplare gli aspetti “conservativi” accanto a quelli “innovativi”, attivando percorsi educativi e formativi, costruendo idee e strategie creative guidate dall’armonia tra la salvaguardia e la voglia di cambiamento; - alimentando un “ego sociale” che restituisca cittadinanza alla società civile; - collaudando nuove forme di coesione multietnica e interclassista e di condivisione solidale delle problematiche dell’intera comunità in cui anche i molisani - in regione e fuori regione - possano offrire il proprio contributo. L’EMERSIONE DEL MOLISE (E DELL’ITALIA) MIGLIORE. L’offerta del “Made in Molise”, lontana da rigide logiche “localiste”, vuole passare attraverso la riqualificazione territoriale sia in termini di finalità comuni sia di metodologia dei suoi diversi interpreti, oltre ad una rielaborazione dell’immagine stessa della regione molisana e dei territori che presentano analogie in termini di scarsa pratica nella “esternalizzazione” delle proprie peculiarità. L’offerta molisana che la manifestazione intende far emergere, senza violare o “profanare” quella tendenza innata alla “conservazione” propria di un territorio montano, mira alla condivisione di aspetti primari della storia e della cultura di questo lembo d’Appennino. Ecco qualche esempio: - promozione qualificata, anche attraverso docenti universitari ospiti in convegni, delle principali e straordinarie testimonianze storico-archeologiche del territorio molisano, purtroppo ancora sconosciute ai più: dal sito preistorico di Isernia (area “La Pineta”), risalente a 730 mila anni fa, al teatro italico di Pietrabbondante (Isernia), il più alto del nostro Paese; dalla più importante rete di tratturi millenari, solcata da rinnovate transumanze, ai resti della città romana di Saepinum, che sorge proprio lungo l’antico tratturo Pescasseroli-Candela, nell’attuale provincia di Campobasso; dall’anfiteatro romano di Larino (cittadina che raccoglie inoltre testimonianze di necropoli, terme, aree pubbliche ed abitazioni anche pre-imperiali), ai resti della più grande basilica altomedievale (distrutta dai Saraceni nell’881 d.C.), ubicati a San Vincenzo al Volturno, in provincia di Isernia, nei pressi delle suggestive sorgenti dell’importante bacino fluviale; - valorizzazione delle produzioni agricole, per decenni vero e proprio “ostaggio” di colonializzazione commerciale da parte di realtà economicamente più progredite. E’ il caso dell’olio, per il quale il Molise ha ottenuto solo recentemente e con non poche difficoltà una propria Dop (denominazione d’origine protetta) regionale, ma soprattutto del tartufo: oggi il Molise, finalmente consapevole di tale patrimonio, è il primo produttore di tartufo bianco in Europa; - salvaguardia delle antichissime espressioni artigianali: dalla millenaria attività di costruzione di campane ad Agnone (Pontificia fonderia Marinelli con annesso museo storico) fino alla produzione di lame lavorate a Frosolone, attività che risale al medioevo, con la costruzione di armi; - emersione della fiorente produzione intellettuale e culturale, specie del periodo illuminista (da Vincenzo Cuoco a Giuseppe Maria Galanti); - promozione delle aree che, per l’alto valore sul fronte della biodiversità, sono certificate dall’Unesco (in provincia di Isernia, nel territorio di Vastogirardi e di Pescolanciano, si trovano due Riserve Naturali Statali unite, nel 1977, in un'unica riserva della biosfera rientrante nel progetto dell'Unesco denominato “Man and Biosphere”. E’ una delle circa trecento riserve esistenti al mondo, cinque in Italia. Per informazioni: info@forchecaudine.it.

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