Molisani.org
Notizia selezionata
BULLISMO A SCUOLA: COME DIFENDERSI
Wednesday, 29 November 2006 - 10:39

Gravi episodi di violenza ma anche umiliazioni e soprusi. Aggressioni fisiche e verbali tra giovani nelle scuole, nelle piazze, nei luoghi di ritrovo. Il cosiddetto fenomeno del bullismo è sempre più diffuso nel nostro Paese, come in altre nazioni, e può creare gravi disagi in chi lo subisce. Non si tratta solo di atteggiamenti provocatori o di derisione ma anche di vere e proprie aggressioni, intenzionali e ripetute nel tempo, che coinvolgono soprattutto i giovani tra i 7 e i 18 anni. Ci sono una serie di comportamenti che se ripetuti frequentemente possono essere identificati con il termine di bullismo soprattutto se chi li subisce non riesce a difendersi. Eccoli: ricevi insulti o minacce; ti spingono, ti danno calci e pugni, ti fanno cadere; ti danno dei soprannomi antipatici e ti prendono in giro; diffondono voci maligne su di te; ti offendono per la tua razza, per il tuo sesso o per la tua religione; fanno sorrisetti e risatine mentre stai passando; parlano in codice se sei presente; ricevi sms, e-mail e telefonate offensive; ti ignorano e ti voltano le spalle se ti avvicini; ti costringono a fare cose che non vuoi; ti rubano o nascondono i libri, la merenda, la paghetta o le altre tue cose. Per combattere il fenomeno e sensibilizzare le giovani generazioni molte Questure della Polizia di Stato hanno dato vita ad alcune iniziative tra cui opuscoli, brochure e consigli vari, che riportiamo nel nostro approfondimento. Come è possibile difendersi di fronte alla violenza fisica, verbale e psicologica tra i banchi di scuola? Prima di tutto - raccomanda la Polizia - "Non bisogna mai sottovalutare il problema". Ed ecco le 10 regole da seguire. Ai ragazzi si raccomanda di non "offendere gli altri, soprattutto i più deboli, o nascondere ai genitori che qualcuno ti fa del male. E ancora, "dire bugie, trattare male un compagno che ti sta antipatico e approfittarsi dei compagni più deboli". Ma soprattutto, al cospetto dei più prepotenti, è utile "confidarsi con i genitori; raccontare i comportamenti prepotenti, se ne sei vittima, se ne sei testimone o se ne vieni a conoscenza; difendere, se possibile, i compagni vittime di prepotenze; trattare tutti i compagni allo stesso modo; cercare l'aiuto degli insegnanti, del personale non docente, di altri compagni se qualcuno ti minaccia". Un vero decalogo che non lascia scampo ai bulli. E per un non esitare a rivolgersi alle forze dell'ordine (112 e 113), al Telefono azzurro (19696) o all'Emergenza infanzia (114). Alcuni consigli anche ai genitori. Mamme e papà "devono imparare a cogliere i segnali che i figli possono mandare o nascondere": "trovare scuse per non andare a scuola o voler essere accompagnati o dormire male o bagnare il letto" rappresentano dei chiari campanelli d'allarme. Ma devono occuparsi anche di aumentare l'autostima dei figli e insegnare loro a "saper esprimere la propria rabbia in modo costruttivo e con maturità". Ma a scuola sono gli insegnanti a dovere controllare che la situazione non degeneri. "Una migliore attività di controllo durante la ricreazione e la mensa metterebbe al sicuro le potenziali vittime: sono questi i momenti in cui la maggior parte dei bulli agisce indisturbata". Ma non basta. Anche l'istituzione di sportelli psico-pedagogici, incontri tra genitori e insegnanti o questionari ad hoc possono rappresentare un valido aiuto. Infine, chi scrive, consiglia di mettere in campo iniziatiev didattiche ad hoc per gli alunni e dei corsi di aggiornamento per insegnanti, con i tempi che corrono...

Allegati

Aggiungi post

    
Commenti
Per commentare la news devi effettuare il login

Calendario Eventi
LMMGVSD
    01 02 03 04 05
06 07 08 09 10 11 12
13 14 15 16 17 18 19
20 21 22 23 24 25 26
27 28 29        
News by adnkronos ADNKRONOS NEWS